POESIE

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Amare una persona affetta da psicosi

Di recente, in un social network, ho letto un commento che invitava a selezionare bene un probabile partner. La scelta era descritta in base al prototipo del “cattivo partner”: la persona in crisi, che non ha raggiunto stabilità nella vita e non ha le idee chiare in merito a cosa voglia dire per essa “realizzazione”.

E’ chiaro che tutto questo non coincida con la definizione di psicosi, ma certamente i due concetti rappresentano due insiemi che si possono intersecare in molti elementi.

Personalmente penso che tentare di dare consigli su chi innamorarsi sia poco utile. L’amore è un sentimento senza perchè, non si può razionalizzare un sentimento che possiede poco di razionale. Il sentimento può essere molto forte anche nei confronti di persone che la maggioranza considera inadeguate.

Perchè allora si sprecano i consigli su chi merita interesse come partner? La verità è che tendiamo a razionalizzare i sentimenti DEGLI ALTRI. L’amore è una dimensione psichica che fa vedere le cose in un modo diverso
da chi non lo prova. E’ un’alchimia che può fare miracoli e può fare bene anche a due persone entrambe disturbate.
In merito a questo fenomeno, tutto è probabile e nulla è determinabile a priori.

Alcuni dicono che un simile ragionamento funziona se si vuole condividere una storia poco importante e non la vita.
Io capovolgerei il ragionamento: se elimino dai probabili partner ogni possibilità di difetto caratteriale non resta solo l’aspetto fisico dell’amore? Tentare di evitare qualsiasi futuro dispiacere dovuto al fallimento morale di un probabile partner non è forse egoismo? Non è forse chiudere gli occhi di fronte ai probabili fallimenti personali?

C’è da aggiungere che alla definizione di psicosi, fanno capo anche persone che grazie ad una cura adeguata raggiungono una certa stabilità. Sono in ogni luogo nella società, in ogni cultura e appartengono a tutti i livelli culturali, si muovono nel mondo e si innamorano. Qualcuno che si considera sano si innamora di loro.

Un’altra volta ancora voglio sottolineare che il limite tra sanità e malattia è immaginario ed arbitrario, anche
se certamente le situazioni limite rappresentano un disagio da curare.

Avere a che fare con la sofferenza può portare a soffrire, ma nulla fa soffrire di più della paura. Paura del lato oscuro degli altri, che è immagine del nostro lato oscuro. L’amore è invece una fonte di luce. Non so dire se e dove convenga cercare questa luce, tuttavia chi la incontra sul proprio cammino è fortunato.

Calcolatrice scientifica on line

Ho realizzato una simulazione di funzioni di calcolo e studio di funzioni matematiche sotto forma di app web, scritta in C# 2013.

Futuri sviluppi: analisi armonica, integrazione e interpolazione.

Può darsi che andrò avanti aggiungendo funzioni di aritmetica dei numeri complessi, calcoli matriciali … soluzione di sistemi lineari con il metodo di Gauss…dipende da quanto tempo avrò…l’obbiettivo di questa app.web è farmi pubblicità per trovare lavoro.

L’applicazione si trova a questo URL:
 
www.calcolatrice-scientifica.com

AMORE SESSO E DISTURBO BIPOLARE

AMORE SESSO E DISTURBO BIPOLARE

http://www.facebook.com/luygybylardo

Continuo a parlare di questioni sentimentali correlate all’esperienza del disturbo psichico iniziato con l’articolo “AMORE SESSO E PSICOSI”, il quale si concentrava prevalentemente sulla schizofrenia paranoide.

Il disturbo bipolare è una malattia mentale che nei casi non trattati può portare a periodi di estrema vitalità ed energia (fasi maniacali) a periodi di profonda depressione. Entrambi i periodi si possono protrarre per alcuni mesi. La fase maniacale ha il suo principale rischio nell’elevata reattività ed aggressività mentre la fase depressiva può portare a comportamenti anti conservativi.

E’ difficile da dire se il primo episodio di scompenso nella vita di un malato sia maniacale o depressivo. Descriverò il fenomeno nell’ipotesi che si verifichi prima la fase maniacale.

Può accadere, specie in età giovanile, che i primi sintomi del disturbo vengano interpretati da chi è a contatto col malato – nelle fasi iniziali – come una naturale e positiva evoluzione del carattere. Più energia, più attività, più interessi…tutte cose positive, se non si va oltre, ovviamente. Poi però compaiono i sintomi: prima cosa riduzione del sonno e conseguentemente più reattività. La mancanza di sonno adeguato è un fattore determinante nella degenerazione del funzionamento psichico e può portare a comportamenti irrazionali come acquisti sconsiderati e a tagliare i ponti con amici, parenti (di riflesso troncare relazioni sentimentali) per l’incapacità di gestire i confilitti generati da una aggressività endogena del malato.

Nel caso di un rapporto sentimentale, il partner sano soffrirà subito per la perdita e soprattutto per la difficile comprensione dell’accaduto mentre il partner malato si renderà conto spesso della propria sofferenza quando sopraggiungerà la fase depressiva.

Perché alla fase maniacale segue quella depressiva? Per il principio di conservazione dell’energia. La vita psichica appare come uno scambio di stimoli positivi o negativi tra il mondo esterno e la nostra mente. Se passiamo a spendere più energia di quella che immagazziniamo per troppo tempo diventiamo come una automobile priva di carburante. Mi rendo conto che questo approccio è semplicistico, ma è un modello , anche se rudimentale, della realtà del disturbo bipolare. Perché avviene la fase maniacale? Può essere una reazione del sistema ad una precedente fase depressiva, un fenomeno oscillatorio periodico. Ma che dire del primo caso di scompenso? La scienza medica non dà una risposta precisa. Sembra tuttavia chiaro che ci siano predisposizioni genetiche su base neurologica che rendono alcuni soggetti vulnerabili allo stress ed in grado di rispondere alle difficoltà della vita cadendo nel disturbo bipolare.

Come si cura il disturbo bipolare? La cura migliore integra i farmaci con la psicoterapia. La psicoterapia può essere difficoltosa nei casi di forte scompenso, che vanno trattati con i farmaci. Nella stragrande maggioranza dei casi, i farmaci vanno presi per un lungo periodo di tempo, spesso in modo permanente. I farmaci prescritti possono essere stabilizzatori dell’umore specifici per il trattamento del disturbo bipolare, oppure farmaci antipsicotici o neurolettici. Il funzionamento di questi farmaci ipotizzato si basa sulla stimolazione di un corretto equilibrio di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina presenti per natura nel cervello.

Cosa può fare il partner sano di un malato se vuole preservare la relazione?

I principali problemi che si incontreranno, avranno a che fare con i casi di scopenso psichico. E’ da osservare inoltre che spesso i casi di scompenso sono dovuti alla non accettazione della cura che spesso porta a brusche interruzioni nell’assunzione dei farmaci. Quindi il partner sano cercherà di far comprendere al malato il bisogno della cura e si potrà fare aiutare da uno psicologo in questo.

Questa è un’impresa difficile perché è arduo trovare un essere umano disposto a definirsi come malato di mente, e ciò vale anche per chi è davvero malato. Quindi sottolineo, il partner sano troverà utile farsi aiutare da uno psicologo per accettare la propria condizione e aiutare il malato a trovare le giuste motivazioni per sottoporsi alle cure.

GENESI – Parte Prima – La creazione del mondo

GENESI

Parte prima

La creazione del mondo

In principio Dio era completamente solo e senza una meta. Avvenne improvvisamente un incontro tra Dio, il tempo e lo spazio. Prima di questo, tutto era immobile e senza alcuna dimensione. Il tempo decise di prendere “La parola” e disse a Dio:

Sapevi di essere fatto di energia?”

Certo!” Dio rispose.

Sapevi anche che l’energia la puoi trasformare in materia?”

Si…lo sapevo, ma poi cosa me ne faccio della materia?”

Beh…” disse il tempo “…potresti fare tante cose, ad esempio potresti creare un globo e giocarci a calcio, oppure fare un globo grandissimo, dividere la tua energia in tante parti, fare sul globo dei corpi e poi fare entrare in ogni corpo una parte di energia…”

A Dio questo gioco sembrava molto divertente. L’eterno era molto spiritoso, purtroppo non aveva mai avuto l’idea – prima di allora – di condividere con qualcuno simile a Lui il suo spirito.

Da quella prima conversazione, Dio capì che mescolando la sua sua stessa energia con la materia, nel tempo e nello spazio poteva nascere una cosa meravigliosa che prima possedeva solo Lui.

Era la vita!

Dio capì che non avrebbe più sofferto la solitudine e voleva che nemmeno nessuna delle sue creature soffrisse. Capì anche che una creatura, per essere davvero felice, deve poter determinare la sua strada e diventare creatore di qualcosa, a volte anche di qualcuno o qualcuna.

Dio scoprì che una volta trasformata l’energia in materia, questa si poteva nuovamente trasformare in energia. Quando questo avveniva, accadeva anche una cosa strana che decise di chiamare “luce”.

Siccome la luce era molto utile, prima di creare la Terra e l’uomo, furono posti nello spazio molti luminari, che furono chiamati “stelle”. L’unione dello spazio con le varie stelle fu chiamato “universo”. Dio dimenticò intorno alle stelle vari corpi materiali che giravano loro attorno e li chiamò pianeti. Quindi si ricordò del discorso del Tempo sul gioco del calcio, ma preferì scegliere il pianeta più bello per metterci sopra dei corpi.

Siccome da molto “il Tempo” parlava, fu chiamato “La parola”.

La parola”, era molto simile a Dio perché suggeriva come e cosa creare e si legò molto a lui, divennero come padre e figlio.

Sai Dio, non hai bisogno di creare tanti corpi sulla Terra!”

Ma io voglio una Terra piena di persone!” replicò Dio.

Basterà allora creare due corpi in grado di creare altri corpi. Vedi, anche noi siamo in due, anzi in tre perché c’è anche lo spazio.“

E Dio obiettò: “Ma in questo lo spazio cosa c’entra?”

Lo spazio è il posto dove sta il nostro spirito, cosa che avranno anche gli uomini, ma del loro spirito gli uomini non si renderanno conto per molto tempo e per questo ci vorrà parecchio prima che possano conquistare la vera felicità”.

Ma che cos’è lo spirito?”

La parola” che per natura sua era logorroica, disse che lo spirito era l’energia che rende fluido e collegato l’intero universo, come una grande persona invisibile che al sorgere di un uomo gli dà delle certezze naturali prima che questo possa aver imparato alcunché dai suoi simili.

Un giorno gli uomini si sarebbero messi nei guai perché impiegando troppo a trovare la vera felicità stavano consumando il loro spirito, così Dio avrebbe deciso di incarnare in un corpo terreno “La parola” in modo che potesse parlare agli uomini e insegnare loro come essere felici.

Ma di questo, parlerò più avanti.

Il pianeta più bello della creazione era la Terra, per questo Dio decise di porvi sopra il primo uomo. L’uomo era da solo sulla Terra perciò diventava ogni giorno più nervoso.

Dio disse all’uomo che se voleva scaricare la naturale tensione doveva per forza trovare un lavoro.

Siccome sei giovane ed inesperto, ti farò iniziare con un lavoro molto semplice: darai il nome a tutti gli animali che io ho creato!”

Mentre l’uomo dava il nome agli animali, capì anche il motivo per cui solo con il lavoro la sua tensione emotiva non si poteva allentare del tutto.

Allora, la volete smettere di fare cagnara! Venite qua accoppiati e in fila per due!

Tu sei il gallo, e tu sei la gallina…

Tu sei il gatto, e tu sei la gatta…

Tu sei il topo… e tu sei la Topa…” e qui si fermò preso da un’idea geniale!

Dio! Per favore ascoltami! Io ho bisogno di una compagna per poter giocare come fanno gli animali. Ho già provato a giocare con le scimmie, ma non mi piacciono granché perché sono troppo pelose e poi hanno anche un pessimo carattere. Io vorrei una compagna dolce e sensibile e che si depili tutti i giorni, una che sappia capire lei mie piccole manie e mi aiuti a soddisfarle in modo da essere libero di percorrere la strada che porta alla mia meta”.

Dio rispose che l’uomo doveva stare solo per un po’ per capire chi era veramente, come Dio stesso aveva fatto per ere incalcolabili.

Dio e “La parola” ci stavano comunque già pensando da un bel pezzo, la Donna era già pronta e stava su un monte vicino all’uomo, con un binocolo e una microspia. Dio, dopo aver creato la Donna, dovette scendere a un compromesso, infatti la Donna non sarebbe stata con l’uomo prima di conoscerlo, così volle degli strumenti per spiarlo.

Dio disse alla Donna: “Vuoi forse fare intendere che non starai con l’uomo se prima non ti innamorerai di Lui?”

Ma che dici, amore è una parola davvero grossa. Per stare con lui almeno mi deve piacere un pochino”.

Dopo un mese dalla sua creazione, La Donna fu convinta da Dio a scendere dal monte. La Donna scendeva, lamentandosi delle bruttissime scarpe che Dio gli aveva offerto in dono. Non è che l’uomo le piacesse poi così tanto, ma anche per lei la solitudine era una sofferenza. Arrivò davanti all’uomo che aveva appena finito di dare il nome al topo, la topa era andata a nascondersi e l’uomo cercava dappertutto disperatamente la topa.

Improvvisamente vide la Donna e disse: “Porca Eva! E’ davvero bella!”

Dio capì dunque due cose…la Donna si sarebbe chiamata Eva, nome scelto dall’uomo e il creatore doveva aggiungere alla sua creazione una nuova bestia…il maiale.

Dio disse “…guardate! Questo è il maiale, da lui imparerete a godere…”

Eva fece l’occhietto all’uomo e gli disse: “…ciao bel porcellino…vieni con me… adamo a fare un bel giro che sul monte si vede un bel panorama!”

Ma non sei neanche capace a parlare! Si dice <<andiamo a fare un giro>> non <<adamo a fare un giro>>!”

In quel giorno Dio parlò all’uomo per l’ultima volta dicendo: “La tua Donna, Eva ha scelto il tuo nome. Ti chiamerai Adamo!”

L’uomo fece spallucce e disse: “…va beh va…annamo a farci questo giro e vediamo cosa ha da offrire il panorama!”

P.S. “E tu Eva, non buttare mai via il binocolo e la microspia che ti ho regalato, perché un giorno la Terra sarà piena di altre donne!”

Prossima uscita: GENESI – parte seconda – Il peccato entra nel mondo

DOLCE INCONTRO CON LA RAFFINATEZZA DELL’ARTE DI DARIO VENEZIANO

darioveneziano1 darioveneziano2 darioveneziano3 darioveneziano4 darioveneziano5 darioveneziano6 darioveneziano7_n darioveneziano8_n darioveneziano9 darioveneziano10 darioveneziano11 darioveneziano12 darioveneziano13 darioveneziano14 darioveneziano15 darioveneziano16Quando meno te lo aspetti ti capita qualcosa di straordinario. Un misto di sorpresa e di soddisfazione, che indica quanto la nostra mente sia in grado di inscenare davanti a noi un meraviglioso gioco che ci fa credere di avere trovato per caso, di avere scoperto quello che in fondo da sempre cerchiamo.

Questo è ciò che da sempre io cerco: la scoperta del sentimento puro, scevro da ogni contraddizione, regola o superfluo dogma che può essere fatta semplicemente guardando gli occhi puri di chi in un istante ha già saputo decidere d’esserti amico.

Questo significa per me l’incontro con Dario Veneziano, un giovane ragazzo pieno di sogni che con la semplicità e allo stesso tempo profondità della sua arte ha saputo risvegliare in me la voglia di provare emozioni.

Un’ arte che mi insegna cosa possa divenire l’amore quando perdiamo le maschere che questa società ci ha messo e che noi a volte non abbiamo il coraggio di abbandonare, per nascondere il nostro vero volto…mentre sarebbe bello riuscire a mostrare al mondo il nostro vero io, la nostra vera anima per condividere con la parte d’esso che è fatta dalle persone che amiamo ciò che ci appartiene di più nel profondo.

L’arte di Dario non è astratta nel senso stretto del termine, le figure da essa riportate sono direttamente rappresentabili con senso compiuto dalla mente dell’osservatore, tuttavia c’è qualcosa, nello stile e soprattutto nel significato degli accostamenti di tonalità originali e affascinanti linee curve e sinuose che evocano – per esempio nella mia persona – la complicità e il fascino della seduzione femminile quando questa è libera da ogni negatività o pochezza  e per questo respinge da sè qualsiasi tentativo di giudizio ipocrita ed inutilmente moralistico, che costruisce nuovi significati astratti che potrebbero trovare per un eufemismo un limite solamente nella grandezza della nostra immaginazione.

La raccolta fotografica sopra riportata, rendiconta in parte una presentazione delle opere di Dario Veneziano, già avvenuta nella sera dello scorso mercoledì 5 Febbraio 2014 al ristorante musicale “Musical Dream” di Via Virle 14 a Torino.

Sicuramente seguiranno in futuro altri eventi che ci daranno il piacere di apprezzare le opere di Dario, in merito ai quali sarete indubbiamente informati con anticipo dai post di questo blog.

Voglio concludere  questo mio breve intervento con una dedica personale a te DARIOdario_veneziano_profilocon la speranza che la nostra amicizia appena sbocciata sia per sempre come una boccata d’ossigeno in un mondo che sempre di più percepisce il bisogno di respirare:

Come la luce del mattino

che mi risveglia con sorpresa

come la dolcezza di un bambino

che arriva dopo un’attesa

è l’immagine che ho di te

che sai stupire tutti noi

grazie all’abilità delle tue mani

che ci sai portare dove vuoi

grazie a forme e colori sublimi

che mi ricordano i sentimenti più veri

il coraggio di un padre

l’amore di una madre

l’affetto di un fratello

la fedeltà di un vero amico

la complicità di un tenero amante

i più nascosti desideri

che accendono l’anima

in un mondo di tenebre

che rialziandosi s’illumina

sorgendo fra la cenere

per correre dietro ad un sogno

o forse a cento, di questi

quando il freddo dell’inverno

lascerà il posto alla primavera

io sono sicuro

osservando mentre scende la sera

che non proverò più solitudine

come abbandonato in un letto, solitario

risveglierò il mio desiderio

e ti ringrazierò te per averlo acceso

cercherò l’amore di una donna

così come te mi stai insegnando

perchè quando il sentimento è forte e puro

ed è pronto a dar solo pace

diviene forte e invalicabile come il più alto muro

ed ogni giudizio per sempre tace

per te Dario