La compagnia teatrale “MILLEPIEDI” vince una battaglia contro il male oscuro

9 Luglio 2013. Al teatro San Paolo sito in Via Berton 1, Cascine Vica di Rivoli, la compagnia teatrale “MILLEPIEDI” organizzata dal servizio “terapie espressive” dell’ASL TO03 del San Luigi Gonzaga, diretto dalla dottoressa Carola Zampaglione, che dà vita ai laboratori teatrali condotti dalla stessa dottoressa e dai dottori Luciano Caratto e Loris Mosca, tramite la regia di Loris Mosca ha vinto una battaglia contro il male oscuro.

“PROBABILMENTE SPOSI” è una rivisitazione allegra del romanzo manzoniano “I PROMESSI SPOSI”. I fatti raccontati si svolgono a Lecco, nei pressi del lago di Como. Un’introduzione fantasiosa tra semplici coreografie e poi l’ingresso di due poco probabili “bravi” che ricordano Stanlio e Ollio e minacciano un don Abbondio che si atteggia come un cagnolino da compagnia. Poi in un flash back Renzo Tramaglino si esibisce in una canzone di Morandi, “Fatti mandare dalla mamma” rivisitata e corretta in “Fatti mandare dalla Agnese” che rievoca il giorno in cui chiese in sposa Lucia Mondella. Il griso e don Rodrigo, in mezzo a gozzoviglie e bagordi vengono sorpresi dalla fidanzata di quest’ultimo, Bella Figheria che dopo un balletto con un occasionale spasimante di passaggio dichiara di volersi suicidare per via del fatto che il popolo la ritiene cornuta. Un colpo a bruciapelo esploso dalla rivoltella della Bella Figheira colpisce a morte la povera Agnese madre di Lucia, che viene portata via da un becchino. Siccome Lecco non è più un posto sicuro, Lucia e Renzo vengono mandati “a quel paese” da Fra Cristoforo, uomo di chiesa ed ex cantante rock, paese che poi altro non è che il convento della monaca di Monza suggeritogli dalla compagnia di Viaggi Alpitour. Al convento di Monza, donna Prassede, ex compagna di servizio di Leva dell’Innominato offre la sua amorevole e militaresca accoglienza ad una spauracchiata Lucia, che implorerà San Siro di intercedere tramite la Divina Provvidenza per annullare gli effetti della sua congenita sfiga. L’innominato, potente malavitoso temuto addirittura da don Rodrigo, tramite la sua agenzia di commercio di servizi mafiosi ed affini, con l’offerta tre crimini al prezzo di uno regala a don Rodrigo la possibilità di impedire le nozze di Lucia e Renzo con la complicità di Egidio e la monaca di Monza. Lucia viene rapita. Allora il convento si tingerà di giallo e donna Prassede introdurrà l’ingresso dell’Ispettor Clouseau, geniale incaricato della Secrét che dopo accurate indagini e tramite un infallibile esame del caso dichiarerà se stesso il colpevole, firmando la sua stessa condanna. La peste, dopo un breve soggiorno all’Hotel Bristol e la colazione decide di fermarsi a Milano. Renzo, che era stato malato dopo la guarigione si reca al lazzeretto e trova fra Cristoforo prima e poi la sua amata Lucia che è ancora malata. Lucia aveva fatto voto di castità alla Madonna in cambio della salvezza, voto che fra Cristoforo dichiara di poter annullare in cambio del perdono di Don Rodrigo da parte di Renzo. Don Rodrigo è li di fronte a loro, appestato e morente e implora il perdono di Renzo. Renzo fa finta di perdonarlo tenendo le dita incrociate, Lucia si accorge della menzogna e lo minaccia di trasformarlo in un burattino di legno, sicchè Renzo si arrende e perdona il cattivo della storia, il quale dopo una pomposa coreografia stramazza a terra, morto. Il voto è annulato da Fra Cristoforo e Lucia e Renzo si possono unire in matrimonio, finalmente!

Alcuni ragazzi che hanno partecipato allo spettacolo ed hanno sperimentato come il teatro possa aiutare a superare insicurezze e timori e insegnare ad esprimersi meglio in mezzo alla gente.
E poi c’è stato tanto tanto divertimento.

E’ piacevole che in mezzo a tante difficoltà della vita quotidiana, molti professionisti della salute mentale appassionati al loro lavoro prendano delle iniziative che non vanno solo a tamponare le situazioni di emergenza e grave scompenso ma anche a valorizzare i punti di forza e le parti sane di chi è sulla via del recupero.

Ed è anche piacevole constatare la forza miracolosa del gruppo, dello stare “in cerchio”: tutti alla pari, tutti allo stesso piano in un’atmosfera collaborativa che spinge all’empatia collettiva e alla ricerca delle soluzioni ai problemi psico-sociali, dove ogni singolo sperimenta la forza delle proprie motivazioni, raggiungendo una migliore qualità di vita.

Un sentito grazie a chi lavora in questo contesto e un incoraggiamento a chi si è impegnato in questa attività, dobbiamo continuare così!

Oggi abbiamo visto con i nostri occhi che anche se il teatro è finzione regala emozioni vere!

I BRAVI DICONO A DON ABBONDIO CHE "QUESTO MATRIMONIO NON S'HA DA FARE"

I BRAVI DICONO A DON ABBONDIO CHE “QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE”

FRA CRISTOFORO CON UN FLASH BACK RACCONTA IL SUO PASSATO DI CANTANTE ROCK

FRA CRISTOFORO CON UN FLASH BACK RACCONTA IL SUO PASSATO DI CANTANTE ROCK

SALUTI A FINE SPETTACOLO

SALUTI A FINE SPETTACOLO

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I testimoni di Geova vanno d’accordo con la psicologia – #2 Neocomportamentsimo e teorie sull’apprendimento sociale

Nel 1913, John Watson, psicologo ricercatore dell’Università di Chicago, con l’articolo “La psicologia così come la vede un comportamentista” diede il via ad una delle grandi scuole della ricerca sperimentale in ambito psicologico, la quale ha resistito fino allo sviluppo delle moderne teorie cognitive.
Nata dalle ceneri del funzionalismo, la psicologia comportamentista si diede come obiettivo lo studio del comportamento come unico dato oggettivo misurabile e scientificamente prevedibile, eliminando dalla propria nomenclatura persino il termine mente. L’espressione “immagine mentale” fu pure stigmatizzata come reminescenza di una vecchia pratica non scientifica, perché i contenuti della mente non sono direttamente misurabili e i dati da essa scaturiti non possono, secondo il comportamentismo, essere obiettivamente condivisi da più scienziati.
Il comportamentismo studia la relazione che c’è tra individuo e ambiente tramite l’individuazione della relazione esistente tra gli STIMOLI e le RISPOSTE. L’individuo è visto come una scatola nera, non è ritenuto opportuno chiedersi nulla circa il suo contenuto. Con le sue risposte, l’individuo può modificare l’ambiente e quindi alterare i successivi stimoli. L’ambiente, può indirizzare il comportamento verso schemi prefissati tramite rinforzi positivi (premi) o negativi (punizioni). In questo modo l’individuo “impara” a sopravvivere nell’ambiente in cui è ubicato. L’essere umano è considerato -in certe circostanze- infinitamente malleabile dai comportamentisti.
Il neocomportamentismo, dalle teorie di Rotter sul “Luogo di controllo” alle teorie sull’apprendimento sociale di Albert Bandura, costruisce un ponte tra l’originale comportamentismo e il cognitivismo che andava definendosi. In particolare Bandura, nega l’apprendimento come risultato dei soli effetti dell’ambiente sull’individuo e introduce il concetto di osservazione. Con il concetto di “agenticità umana”, Bandura sostiene l’esistenza di processi cognitivi misurabili e questo implica la presenza dell'”intenzionalità”.
I testimoni di Geova vanno d’accordo con le teorie comportamentiste e neocomportamentiste?
Posso affermare -sarcasticamente- : “si, certo!”.
I testimoni di Geova, utilizzano la teoria comportamentista per costruire in ogni adepto una “nuova personalità” che sia il più possibile aderente agli effetti dei “frutti dello spirito”. Questi termini sono isolati e prelevati dal contesto in cui sono presenti nei testi originali delle scritture greche cristiane. Cercare di educare un individuo a manifestare caratteristiche come “amore, gioia, pace, longanimità, benignità,bontà, fede, mitezza e padronanza di sè” non è certamente nulla di male. Posso comunque affermare che l’effetto dell’accettazione dell’ideologia geovista, vada al di là di tutto questo.
Nulla da dire, comunque, sull’accento messo sull’esigenza di purezza a livello morale. Il problema è che tutto questo è portato alle estreme conseguenze. Il testimone di Geova è incoraggiato a non infrangere la morale per non incorrere nello sfavore divino e nella distruzione eterna. Questo genera, in soggetti deboli,sofferenti o comunque predisposti, inutili sensi di colpa e di indegnità. Nei casi non rari di psicosi, un individuo può convincersi di aver commesso con i suoi pensieri il cosiddetto “peccato imperdonabile”, per il quale non è previsto perdono né in questo mondo né nel mondo perfetto che Geova starebbe per portare sulla Terra, quando la quasi totalità dei sette miliardi di persone oggi esistenti sul pianeta non dovrebbe più esistere. Essendo così predisposto al sentimento di colpa, il testimone di Geova si sente in obbligo di confessare i propri “peccati” in modo a volte compulsivo e a volte a riferire al “corpo degli anziani” fatti di altre persone per “non partecipare ai loro peccati”. Quindi, il corpo direttivo, che con monito dice: “nulla di nascosto non sarà scoperto”, in effetti non evoca l’avverarsi di una profezia, ma semplicemente constata e strumentalizza l’infinita malleabilità dei suoi adepti.
Infine, il testimone di Geova che non rispetta i precetti morali, sarà redarguito con l'”amorevole” – scusate il sarcasmo – provvedimento della disassociazione, la quale esclude da qualsiasi contatto sociale l’ex adepto espulso dalla congregazione. “… nessuno mangi in compagnia con un uomo chiamato fratello che è … fornicatore … o ladro, e non gli si rivolga nemmeno il saluto …” queste sono le parole di Saulo di Tarso, fariseo e ex persecutore dei primi cristiani, cittadino romano e convertitosi al cristianesimo, dopo aver visto “una gran luce sulla via di Damasco”, che lo privò temporaneamente della vista e fu accompagnata dalla “voce di Gesù Cristo” che lo supplicava: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Quindi, apparentemente per ragioni scritturali, il testimone trasgressore è punito con la morte sociale.
Invece, il testimone di Geova maturo e spirituale, viene premiato con incarichi di responsabilità e con “nomine” che si ostina a non considerare titoli, quindi con una cosa molto ambita dall’essere umano: IL PRESTIGIO SOCIALE.