Teoria psicofisico-cognitiva sull’amore e la sessualità

Teoria psicofisico-cognitiva sull’amore e la sessualità

Il limite delle teorie cognitiviste di prima generazione era quello di descrivere fenomeni troppo circoscritti che non permettevano di formulare teorie generali ed ecologicamente valide. Il limite della psicofisica Fechneriana era quello di non riuscire a descrivere sempre i fenomeni tramite leggi matematiche definite in termini stringenti, rappresentabili tramite precise equazioni.
Voglio descrivere quello che ho personalmente imparato sull’amore e la sessualità utilizzando due formalismi che vogliono creare un ponte tra la psicofisica e il cognitivismo. Per questo, userò un diagramma cartesiano, con due grafici di funzione, l’espressione algebrica analitica di tali due funzioni e un diagramma di flusso. Il grafico cartesiano serve a descrivere il fenomeno dal punto di vista psicofisico, il diagramma di flusso è la rappresentazione dei processi cognitivi che secondo me possono intercorrere nel fenomeno dell’innamoramento, sulla base di alcune osservazioni personali. Il criterio utilizzato per arrivare a tali conclusioni è quello ipotetico – deduttivo. In questo modo voglio colmare il difetto della psicofisica con considerazioni cognitive e fare anche l’esatto opposto.
Premessa
Il fenomeno dell’innamoramento, può essere definito come un sottotema della psicologia sociale, strettamente connesso con l’IMPRESSIONE DI PERSONALITA’. L’impressione di personalità è il processo cognitivo tramite il quale noi costruiamo la nostra opinione o valutazione della nostra ed altrui personalità. E’ il procedimento con il quale acquisiamo conoscenza di noi stessi e del prossimo. Conoscere una persona è fondamentale per potere in seguito amarla. Facciamo qui l’ipotesi di trovarci di fronte a un uomo e una donna che provino un inziale interesse ed attrazione reciproca, che poi si trasformerà in un amore duraturo. Vogliamo descrivere come questo fenomeno si evolva nel tempo in relazione ad alcune grandezze fondamentali e dare una descrizione qualitativa del fenomeno sia dal punto di vista del comportamento, che dei processi cognitivi che intercorrono nel fenomeno.

Prendiamo in considerazione il seguente grafico:

Teoriapsicofisicaamoresessualità

Questo grafico descrive innanzitutto un asintoto orizzontale (linea orizzontale tratteggiata) che indica un valore comportamentale attorno al quale si può definire che l’attacamento emotivo delle due persone in gioco è equilibrato.
Poi ci sono due forme geometriche, la funzione F1 detta comportamento ideale, e la funzione F2 detta comportamento reale.
IL COMPORTAMENTO IDEALE
Questa funzione, non tiene conto delle oscillazioni comportamentali dovute a contenuti emotivi personali e fenomeni causali che possono accelerare l’attaccamento o l’allontanamento delle due persone. Considera il caso in cui l’amore cresca fino a perfezionarsi, come se fosse accompagnato da un graduale accrescimento della conoscenza, dove l’attaccamento si assesta al di sotto del valore ideale.
F1 = k t / ( t + 1 ) , con t>0
Questa è l’espressione algebrica del comportamento ideale. A tempo zero l’attaccamento è nullo, a tempo infinito si mantiene sotto il valore k.
IL COMPORTAMENTO REALE
Escludiamo il caso dell’eventuale allontanamento definitivo, caso che sarà invece descritto in termini cognitivi. Abbiamo una fase iniziale temporale detta transitorio, in cui ci sono delle ampie oscillazioni. Queste sono dovute alla personale insicurezza emotiva e a fenomeni ambientali di natura probabilistica che allontano o avvicinano le due persone.Poi queste oscillazioni diminuiscono assumendo un’ampiezza media più o meno costante, le oscillazioni si assestano intorno alla curva del comportamento ideale.
L’ampiezza media delle oscillazioni al crescere del tempo, diventerà un parametro di incertezza del rapporto, che descrive il fatto che l’attacamento continua a oscillare per tutto il tempo di vita dello stesso. Questo parametro dipenderà da fattori emotivi iniziali e dalle modificazioni degli stessi con il trascorrere del tempo nonché da fattori ambientali che possono essere riconducibili a situazioni o influenze di terze persone.
F2 = k1 t / ( t + 1 ) + k2 sin ( k3 t + fase ) ( k4 + e^ ( – k5 t ) )
Analizziamo l’espressione algebrica del comportamento o attaccamento reale. A tempo 0 abbiamo di nuovo un fenomeno nullo. A tempo infinito avremo l’esponenziale che si annulla e una sinusoide con pulsazione k3 e ampiezza sostanzialmente uguale a k2 * k4, che si sommerà al comportamento ideale distorcendolo. Tale ampiezza media sarà la misura dell’incertezza del rapporto.
Negli istanti intermedi del transitorio le oscillazioni sono molto ampie.
Le costanti k1,k2,k3,k4,k5 meritano delle speciali considerazioni. K1 è il comportamento relativo all’attacamento massimo ideale.
k1= F(e,a,t)
k1 è una funzione delle condizioni emotive e ambientali e ovviamente del tempo. Non è esprimibile in termini matematici stringenti. In più, sia le condizioni emotive che quelle ambientali sono funzioni del tempo che hanno un andamento dipendente sia da fattori deterministici che probabilistici. Le altre quattro costanti si possono descrivere qualitativamente in modo del tutto analogo.
Ora descriviamo il fenomeno con un diagramma di flusso:

Diagramma

Il processo cognitivo di innamoramento è dunque un fenomeno dinamico. E’ costituito sostanzialmente da un loop in cui si ripete l’osservazione della persona coinvolta nella relazione. Ad ogni osservazione, la persona che osserva si può attaccare di più o allontanare in funzione del fatto che il comportamento osservato sia in linea con le proprie aspettative. Questo dipende da fattori sia deterministici che probabilistici inerenti sia le motivazioni personali che aspetti ambientali (i quali possono riferirsi a influenze di terze persone).
Dopo un passo di avvicinamento o allontanamento, se ci si è allontanati troppo si può decidere di troncare definitivamente la relazione, caso non descritto dal grafico cartesiano. Altrimenti il loop si ripete, con alti e bassi.
Ho realizzato questa esposizione, motivato da un piccolo litigio con la mia fidanzata, per rassicurarla che dopo un lungo periodo di relazione noi non siamo più nella fase transitoria con ampie oscillazioni, ma siamo in un piccolo intorno dell’attaccamento ideale con oscillazioni di ampiezza media soddisfacentemente piccola.

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