Featured

QUELLA GRAN LUCE SULLA VIA DI DAMASCO

QUELLA GRAN LUCE SULLA VIA DI DAMASCO – seconda edizione
nei prossimi giorni verrà incluso l’intero contenuto (08/01/2018)

INDICE

 

Ettore Schmitz a 34 anni, trovò il coraggio di rendere noto che non riconosceva più i valori di un sistema di cui la sua famiglia fa parte da molti anni.

La sua amica Lucylle decise in quel tempo di aiutarlo a scrivere un memoriale autobiografico, pubblicarlo tramite Internet e vivere un’esperienza virtuale dove erano gli utenti del loro blog a essere testimoni di una personale evoluzione ideologica. Tra questi ci saranno anche degli psicologi, diventati loro amici virtuali. In seguito Ettore si sentirà pronto a vivere nuove esperienze reali, sbagliando comunque ancora.

Che tipo di crescita emotiva potrebbe generare un simile esperimento?

Il romanzo dal titolo “Quella gran luce sulla via di Damasco” ce lo racconta man mano che esso stesso prende forma.

Mi chiamo Lucylle.

Vi voglio raccontare la storia di Ettore Schmitz.

Ho scritto “Quella gran luce sulla via di Damasco”, un romanzo ispirato alla sua vita, per essere testimone di come si liberava negli anni di alcune tremende ossessioni. Vi parlerò più tardi di come scrivere possa rendere liberi o libere.

Ho scritto dell’origine della famiglia di Ettore, essendo venuta a conoscenza dei suoi ricordi relativi all’infanzia dei genitori che loro stessi gli hanno trasmesso.

Sono stata vicino a Ettore per tutti questi anni a partire dalla sua prima infanzia. Spesso ho assunto sembianze e fattezze diverse. Sempre ho cercato di aiutarlo, ma lui fraintendendomi si è danneggiato più volte.


INDICE
Dalle pagine che qui scrivo emergerà la trasformazione di Ettore…in principio preciso, metodico, perfezionista potrei dire anche svago deficiente, ma col sogno di riscattare per se stesso una vita normale. Ho creato un’atmosfera sinistra dove mi diverto a suscitare suspense e sorpresa, in relazione a fatti per lo meno strani ma realmente accaduti. Si racconta di un dramma terribile e misterioso: a 22 anni Ettore si ammala, con ipotesi diagnostica “Schizofrenia paranoide”, in seguito cambiata in “Disturbo bipolare”. Un giorno arriverò a pensare che la normalità non esista come status assoluto e che tale dinamica condizione possa essere mantenuta anche tramite personali filosofia e stile di vita. Per anni osservai il ragazzo mentre beneficiava di lunghi periodi di benessere, perciò sono convinta di poter spiegare dal suo punto di vista, di cui sono venuta a conoscenza , come ci si incammina in questo abisso e come se ne possa uscire. Si apprenderà che questa risalita dalla psicosi è avvenuta durante una progressiva ricostruzione caratteriale, mentre alcune vicende sentimentali dolorose lasciavano il posto a nuovi capitoli della sua vita. Dopo queste esperienze, riuscì ad innamorarsi sul serio e con un cuore rinnovato e più umano che mai.

Finalmente il ragazzo che era in lui perse le sembianze di una “macchina” e acquistò quelle di un essere senziente, perché, anche se all’orizzonte c’è un vulcano che minaccia la nostra vita, reale o immaginario che sia, con un po’ di forza e immaginazione si può intravedere sempre un’alba, quindi non una fine ma un inizio.

INDICE
E’ possibile che un cambiamento di mentalità e ideologia acceleri il miglioramento clinico di una qualsiasi psicopatologia? Esistono delle ideologie che possono portare al peggioramento di un disagio psichico?

Lasciatevi raccontare attraverso quali esperienze sono pervenuta ad una precisa opinione su questi temi. Può valere la pena di apprendere in merito a tali esperienze. Per quanto riguarda l’opinione personale su tali temi, invece, chiedo perdono per averla voluta citare.
INDICE

Annunci

Amare una persona affetta da psicosi

Di recente, in un social network, ho letto un commento che invitava a selezionare bene un probabile partner. La scelta era descritta in base al prototipo del “cattivo partner”: la persona in crisi, che non ha raggiunto stabilità nella vita e non ha le idee chiare in merito a cosa voglia dire per essa “realizzazione”.

E’ chiaro che tutto questo non coincida con la definizione di psicosi, ma certamente i due concetti rappresentano due insiemi che si possono intersecare in molti elementi.

Personalmente penso che tentare di dare consigli su chi innamorarsi sia poco utile. L’amore è un sentimento senza perchè, non si può razionalizzare un sentimento che possiede poco di razionale. Il sentimento può essere molto forte anche nei confronti di persone che la maggioranza considera inadeguate.

Perchè allora si sprecano i consigli su chi merita interesse come partner? La verità è che tendiamo a razionalizzare i sentimenti DEGLI ALTRI. L’amore è una dimensione psichica che fa vedere le cose in un modo diverso
da chi non lo prova. E’ un’alchimia che può fare miracoli e può fare bene anche a due persone entrambe disturbate.
In merito a questo fenomeno, tutto è probabile e nulla è determinabile a priori.

Alcuni dicono che un simile ragionamento funziona se si vuole condividere una storia poco importante e non la vita.
Io capovolgerei il ragionamento: se elimino dai probabili partner ogni possibilità di difetto caratteriale non resta solo l’aspetto fisico dell’amore? Tentare di evitare qualsiasi futuro dispiacere dovuto al fallimento morale di un probabile partner non è forse egoismo? Non è forse chiudere gli occhi di fronte ai probabili fallimenti personali?

C’è da aggiungere che alla definizione di psicosi, fanno capo anche persone che grazie ad una cura adeguata raggiungono una certa stabilità. Sono in ogni luogo nella società, in ogni cultura e appartenengono a tutti i livelli culturali, si muovono nel mondo e si innamorano. Qualcuno che si considera sano si innamora di loro.

Un’altra volta ancora voglio sottolineare che il limite tra sanità e malattia è immaginario ed arbitrario, anche
se certamente le situazioni limite rappresentano un disagio da curare.

Avere a che fare con la sofferenza può portare a soffrire, ma nulla fa soffrire di più della paura. Paura del lato oscuro degli altri, che è immagine del nostro lato oscuro. L’amore è invece una fonte di luce. Non so dire se e dove convenga cercare questa luce, tuttavia chi la incontra sul proprio cammino é fortunato.

Calcolatrice scientifica on line

Ho realizzato una simulazione di funzioni di calcolo e studio di funzioni matematiche sotto forma di app web, scritta in C# 2013.

Futuri sviluppi: analisi armonica, integrazione e interpolazione.

Può darsi che andrò avanti aggiungendo funzioni di aritmetica dei numeri complessi, calcoli matriciali … soluzione di sistemi lineari con il metodo di Gauss…dipende da quanto tempo avrò…l’obbiettivo di questa app.web è farmi pubblicità per trovare lavoro.

L’applicazione si trova a questo URL:
 
www.calcolatrice-scientifica.com

AMORE SESSO E DISTURBO BIPOLARE

AMORE SESSO E DISTURBO BIPOLARE

http://www.facebook.com/luygybylardo

https://www.facebook.com/groups/artemusicaromanticismo/

Continuo a parlare di questioni sentimentali correlate all’esperienza del disturbo psichico iniziato con l’articolo “AMORE SESSO E PSICOSI”, il quale si concentrava prevalentemente sulla schizofrenia paranoide.

Il disturbo bipolare è una malattia mentale che nei casi non trattati può portare a periodi di estrema vitalità ed energia (fasi maniacali) a periodi di profonda depressione. Entrambi i periodi si possono protrarre per alcuni mesi. La fase maniacale ha il suo principale rischio nell’elevata reattività ed aggressività mentre la fase depressiva può portare a comportamenti anti conservativi.

E’ difficile da dire se il primo episodio di scompenso nella vita di un malato sia maniacale o depressivo. Descriverò il fenomeno nell’ipotesi che si verifichi prima la fase maniacale.

Può accadere, specie in età giovanile, che i primi sintomi del disturbo vengano interpretati da chi è a contatto col malato – nelle fasi iniziali – come una naturale e positiva evoluzione del carattere. Più energia, più attività, più interessi…tutte cose positive, se non si va oltre, ovviamente. Poi però compaiono i sintomi: prima cosa riduzione del sonno e conseguentemente più reattività. La mancanza di sonno adeguato è un fattore determinante nella degenerazione del funzionamento psichico e può portare a comportamenti irrazionali come acquisti sconsiderati e a tagliare i ponti con amici, parenti (di riflesso troncare relazioni sentimentali) per l’incapacità di gestire i confilitti generati da una aggressività endogena del malato.

Nel caso di un rapporto sentimentale, il partner sano soffrirà subito per la perdita e soprattutto per la difficile comprensione dell’accaduto mentre il partner malato si renderà conto spesso della propria sofferenza quando sopraggiungerà la fase depressiva.

Perché alla fase maniacale segue quella depressiva? Per il principio di conservazione dell’energia. La vita psichica appare come uno scambio di stimoli positivi o negativi tra il mondo esterno e la nostra mente. Se passiamo a spendere più energia di quella che immagazziniamo per troppo tempo diventiamo come una automobile priva di carburante. Mi rendo conto che questo approccio è semplicistico, ma è un modello , anche se rudimentale, della realtà del disturbo bipolare. Perché avviene la fase maniacale? Può essere una reazione del sistema ad una precedente fase depressiva, un fenomeno oscillatorio periodico. Ma che dire del primo caso di scompenso? La scienza medica non dà una risposta precisa. Sembra tuttavia chiaro che ci siano predisposizioni genetiche su base neurologica che rendono alcuni soggetti vulnerabili allo stress ed in grado di rispondere alle difficoltà della vita cadendo nel disturbo bipolare.

Come si cura il disturbo bipolare? La cura migliore integra i farmaci con la psicoterapia. La psicoterapia può essere difficoltosa nei casi di forte scompenso, che vanno trattati con i farmaci. Nella stragrande maggioranza dei casi, i farmaci vanno presi per un lungo periodo di tempo, spesso in modo permanente. I farmaci prescritti possono essere stabilizzatori dell’umore specifici per il trattamento del disturbo bipolare, oppure farmaci antipsicotici o neurolettici. Il funzionamento di questi farmaci ipotizzato si basa sulla stimolazione di un corretto equilibrio di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina presenti per natura nel cervello.

Cosa può fare il partner sano di un malato se vuole preservare la relazione?

I principali problemi che si incontreranno, avranno a che fare con i casi di scopenso psichico. E’ da osservare inoltre che spesso i casi di scompenso sono dovuti alla non accettazione della cura che spesso porta a brusche interruzioni nell’assunzione dei farmaci. Quindi il partner sano cercherà di far comprendere al malato il bisogno della cura e si potrà fare aiutare da uno psicologo in questo.

Questa è un’impresa difficile perché è arduo trovare un essere umano disposto a definirsi come malato di mente, e ciò vale anche per chi è davvero malato. Quindi sottolineo, il partner sano troverà utile farsi aiutare da uno psicologo per accettare la propria condizione e aiutare il malato a trovare le giuste motivazioni per sottoporsi alle cure.

LE CONSEGUENZE DI UNA CONVINZIONE ERRATA

LE CONSEGUENZE DI UNA CONVINZIONE ERRATA

Lo scorso anno accademico (2013/2014) sono stato impiegato in una azienda torinese che si occupa di elettronica e telecomunicazioni, tramite due contratti semestrali, il primo dei quali stipulato prima della legge di Renzi del 2014 che porta da uno a tre anni lungaggine del precariato dei lavoratori italiani.
Già da alcuni mesi mi davo da fare per riqualificarmi come programmatore di computer e avevo anche portato a termine un piccolo progetto software per uno studio di architettura di collegno.
Dal 1996 ho avuto a che fare più volte con la psichiatria per una diagnosi (“sindrome dissociativa”) che mi mise di fatto un’etichetta già all’età di 22 anni circa.

L’ultima ricaduta nella malattia era avvenuta nel 2009, in concomitanza a vari fatti inerenti la mia separazione legale. Nel 2014 ho ottenuto il divorzio. Il disagio psichico segue (nelle fasi acute) degli schemi abbastanza standard, in questi schemi rientra anche la relazione tra perdita di sonno e scompenso. L’abbandono della setta dei Testimoni di Geova si è costituito chiaramente come elemento catalizzatore di questo processo. Osservo, peraltro, che negli anni in cui ho vissuto fra i Testimoni di Geova la prognosi e la gravità dei sintomi manifestati erano di gran lunga peggiori di quelli avuti nella RICADUTA avvenuta nei primi giorni dell’agosto 2014. Infatti, in tale data la diagnosi è stata Disturbo Bipolare, senza nessun riferimento a dissociazione psichica. Questo avvalora la tesi secondo cui questa malattia abbia una duplice natura: genetica nella predisposizione e sociale nell’esordio. Sentirsi in obbligo di accettare un paradigma non proprio, per senso di colpa e per bisogno di accettazione sociale, porta a sviluppare nei lunghi periodi tensioni emotive tanto grandi da spiegare (non giustificare) un episodio psicotico.

Devo completamente abbandonare l’idea di curarmi con soli metodi alternativi agli psicofarmaci atipici.

Da tre anni ho una relazione con una donna. Questo rapporto ha fatto la differenza per me, sono andato avanti grazie a lei anche quando non ne ero cosciente e lei ha superato più volte il disagio dei miei umori che divenivano instabili ogni volta che cercavo di ridurre i farmaci.

Arrivò la crisi di questa estate. Pensavo di essere guarito e di non avere bisogno di farmaci, mentre invece diventavo sempre più reattivo ed irritabile.
Decisi di isolarmi dalla mia compagna per rifugiarmi a casa di un amico con il quale oggi non ho più rapporti. In una settimana smisi totalmente di dormire, senza rendermi conto di aver bisogno dei farmaci. Poi in una notte totalmente insonne, prese il sopravvento l’irrazionalità in un modo bizzarro, simulai il suicidio facendo finta di ingerire tutti i farmaci che avevo in casa (che invece andarono nel water) insieme a una bottiglia di brandy (che andò nel lavandino della cucina). Un gesto plateale e disconnesso per dire una sola cosa: portatemi all’ospedale. Bizzarramente, questo mi portò nel posto in cui mi avrebbero curato. Sarebbe stato più logico dire: “ragazzi, sto male portatemi all’ospedale!” ma quello sarebbe stato il comportamento di uno che sta bene.

Avevo impedito alla mia compagna di contattarmi in qualsiasi modo, ma grazie ad un amico comune da me informato la trovai all’ospedale, desiderosa di aiutarmi, fu con me quasi tutti i giorni ed è per lei che ci sono ancora. E’ per lei e per me stesso che dico: non lo farò più, non abbandonerò più la terapia. La vita con i farmaci può sembrare una corsa con un peso sulle spalle, ma vale la pena continuare a correre.

I farmaci prescritti dovevano abbattere la profonda agitazione che mi aveva colpito. Ero come una pianta di ulivo che vegeta in pieno inverno senza poter riposare. Per un po’ il tono dell’umore divenne fastisiosamente cupo, ma era necessario per la ripresa.

Ora ho rimesso le mani sul computer, vorrei tanto tornare a lavorare.

GENESI – Parte Prima – La creazione del mondo

GENESI

Parte prima

La creazione del mondo

In principio Dio era completamente solo e senza una meta. Avvenne improvvisamente un incontro tra Dio, il tempo e lo spazio. Prima di questo, tutto era immobile e senza alcuna dimensione. Il tempo decise di prendere “La parola” e disse a Dio:

Sapevi di essere fatto di energia?”

Certo!” Dio rispose.

Sapevi anche che l’energia la puoi trasformare in materia?”

Si…lo sapevo, ma poi cosa me ne faccio della materia?”

Beh…” disse il tempo “…potresti fare tante cose, ad esempio potresti creare un globo e giocarci a calcio, oppure fare un globo grandissimo, dividere la tua energia in tante parti, fare sul globo dei corpi e poi fare entrare in ogni corpo una parte di energia…”

A Dio questo gioco sembrava molto divertente. L’eterno era molto spiritoso, purtroppo non aveva mai avuto l’idea – prima di allora – di condividere con qualcuno simile a Lui il suo spirito.

Da quella prima conversazione, Dio capì che mescolando la sua sua stessa energia con la materia, nel tempo e nello spazio poteva nascere una cosa meravigliosa che prima possedeva solo Lui.

Era la vita!

Dio capì che non avrebbe più sofferto la solitudine e voleva che nemmeno nessuna delle sue creature soffrisse. Capì anche che una creatura, per essere davvero felice, deve poter determinare la sua strada e diventare creatore di qualcosa, a volte anche di qualcuno o qualcuna.

Dio scoprì che una volta trasformata l’energia in materia, questa si poteva nuovamente trasformare in energia. Quando questo avveniva, accadeva anche una cosa strana che decise di chiamare “luce”.

Siccome la luce era molto utile, prima di creare la Terra e l’uomo, furono posti nello spazio molti luminari, che furono chiamati “stelle”. L’unione dello spazio con le varie stelle fu chiamato “universo”. Dio dimenticò intorno alle stelle vari corpi materiali che giravano loro attorno e li chiamò pianeti. Quindi si ricordò del discorso del Tempo sul gioco del calcio, ma preferì scegliere il pianeta più bello per metterci sopra dei corpi.

Siccome da molto “il Tempo” parlava, fu chiamato “La parola”.

La parola”, era molto simile a Dio perché suggeriva come e cosa creare e si legò molto a lui, divennero come padre e figlio.

Sai Dio, non hai bisogno di creare tanti corpi sulla Terra!”

Ma io voglio una Terra piena di persone!” replicò Dio.

Basterà allora creare due corpi in grado di creare altri corpi. Vedi, anche noi siamo in due, anzi in tre perché c’è anche lo spazio.“

E Dio obiettò: “Ma in questo lo spazio cosa c’entra?”

Lo spazio è il posto dove sta il nostro spirito, cosa che avranno anche gli uomini, ma del loro spirito gli uomini non si renderanno conto per molto tempo e per questo ci vorrà parecchio prima che possano conquistare la vera felicità”.

Ma che cos’è lo spirito?”

La parola” che per natura sua era logorroica, disse che lo spirito era l’energia che rende fluido e collegato l’intero universo, come una grande persona invisibile che al sorgere di un uomo gli dà delle certezze naturali prima che questo possa aver imparato alcunché dai suoi simili.

Un giorno gli uomini si sarebbero messi nei guai perché impiegando troppo a trovare la vera felicità stavano consumando il loro spirito, così Dio avrebbe deciso di incarnare in un corpo terreno “La parola” in modo che potesse parlare agli uomini e insegnare loro come essere felici.

Ma di questo, parlerò più avanti.

Il pianeta più bello della creazione era la Terra, per questo Dio decise di porvi sopra il primo uomo. L’uomo era da solo sulla Terra perciò diventava ogni giorno più nervoso.

Dio disse all’uomo che se voleva scaricare la naturale tensione doveva per forza trovare un lavoro.

Siccome sei giovane ed inesperto, ti farò iniziare con un lavoro molto semplice: darai il nome a tutti gli animali che io ho creato!”

Mentre l’uomo dava il nome agli animali, capì anche il motivo per cui solo con il lavoro la sua tensione emotiva non si poteva allentare del tutto.

Allora, la volete smettere di fare cagnara! Venite qua accoppiati e in fila per due!

Tu sei il gallo, e tu sei la gallina…

Tu sei il gatto, e tu sei la gatta…

Tu sei il topo… e tu sei la Topa…” e qui si fermò preso da un’idea geniale!

Dio! Per favore ascoltami! Io ho bisogno di una compagna per poter giocare come fanno gli animali. Ho già provato a giocare con le scimmie, ma non mi piacciono granché perché sono troppo pelose e poi hanno anche un pessimo carattere. Io vorrei una compagna dolce e sensibile e che si depili tutti i giorni, una che sappia capire lei mie piccole manie e mi aiuti a soddisfarle in modo da essere libero di percorrere la strada che porta alla mia meta”.

Dio rispose che l’uomo doveva stare solo per un po’ per capire chi era veramente, come Dio stesso aveva fatto per ere incalcolabili.

Dio e “La parola” ci stavano comunque già pensando da un bel pezzo, la Donna era già pronta e stava su un monte vicino all’uomo, con un binocolo e una microspia. Dio, dopo aver creato la Donna, dovette scendere a un compromesso, infatti la Donna non sarebbe stata con l’uomo prima di conoscerlo, così volle degli strumenti per spiarlo.

Dio disse alla Donna: “Vuoi forse fare intendere che non starai con l’uomo se prima non ti innamorerai di Lui?”

Ma che dici, amore è una parola davvero grossa. Per stare con lui almeno mi deve piacere un pochino”.

Dopo un mese dalla sua creazione, La Donna fu convinta da Dio a scendere dal monte. La Donna scendeva, lamentandosi delle bruttissime scarpe che Dio gli aveva offerto in dono. Non è che l’uomo le piacesse poi così tanto, ma anche per lei la solitudine era una sofferenza. Arrivò davanti all’uomo che aveva appena finito di dare il nome al topo, la topa era andata a nascondersi e l’uomo cercava dappertutto disperatamente la topa.

Improvvisamente vide la Donna e disse: “Porca Eva! E’ davvero bella!”

Dio capì dunque due cose…la Donna si sarebbe chiamata Eva, nome scelto dall’uomo e il creatore doveva aggiungere alla sua creazione una nuova bestia…il maiale.

Dio disse “…guardate! Questo è il maiale, da lui imparerete a godere…”

Eva fece l’occhietto all’uomo e gli disse: “…ciao bel porcellino…vieni con me… adamo a fare un bel giro che sul monte si vede un bel panorama!”

Ma non sei neanche capace a parlare! Si dice <<andiamo a fare un giro>> non <<adamo a fare un giro>>!”

In quel giorno Dio parlò all’uomo per l’ultima volta dicendo: “La tua Donna, Eva ha scelto il tuo nome. Ti chiamerai Adamo!”

L’uomo fece spallucce e disse: “…va beh va…annamo a farci questo giro e vediamo cosa ha da offrire il panorama!”

P.S. “E tu Eva, non buttare mai via il binocolo e la microspia che ti ho regalato, perché un giorno la Terra sarà piena di altre donne!”

Prossima uscita: GENESI – parte seconda – Il peccato entra nel mondo